Emotional Agility
Emotional Agility

Emotional Agility

Comprendere ed utilizzare al meglio pensieri ed emozioni

Il riconoscimento e l’accettazione delle emozioni come risorse per il proprio benessere 

“Le emozioni semplicemente accadono”, insegna Paul Ekman, non possiamo sceglierle e ci accompagnano nel corso della vita, mescolandosi ai nostri pensieri. L’agilità emotiva, contrapposta alla rigidità emotiva, designa la capacità di riconoscere e di accogliere tutte le emozioni, persino quelle ritenute, da noi e dal contesto in cui viviamo, inaccettabili, scegliendo di volta in volta come rispondere al sistema di allerta emotivo. 

Overview 

  • L’agilità mentale si contrappone alla rigidità delle risposte emotive;
  • l’emozione rappresenta una componente cruciale di ogni ambiente organizzativo;
  • il lavoro emotivo rappresenta il lavoro, dal punto di vista emozionale, che viene richiesto negli ambienti lavorativi.

Cosa si intende per Agilità Emotiva

Susan David (2016), psicologa e autrice del libro “Emotional Agility: Get Unstuck, Embrace Change, and Thrive in Work and Life”, definisce l’agilità emotiva come “la capacità di lasciarsi andare, di calmarsi e di vivere con maggiore intenzionalità. Si tratta di scegliere come rispondere al sistema di allerta emotivo”.  

L’idea che sta alla base del pensiero della David vede l’agilità emotiva come una capacità di recupero e prosperità contro la rigidità della visione convenzionale delle emozioni, che si manifesta nella tendenza che hanno le persone di rimanere bloccate in risposte rigide alle emozioni, negandole e mettendole da parte,  e ammettendo soltanto quelle emozioni ritenute legittime dalla cultura e/o dall’educazione impartita. L’atto di sopprimere le emozioni o/e la cosiddetta “falsa positività” danno luogo a risposte rigide che col tempo diventano insostenibili per gli individui e per la società. 

L’agilità emotiva riguarda il modo in cui si sceglie di affrontare le sfide del quotidiano e per esercitarla bisogna accogliere incondizionatamente le esperienze interiori, viverle completamente e familiarizzare con i propri limiti senza evitarli. 

Le tappe principali per sviluppare l’Agilità Emotiva 

Riconoscere 

Significa affrontare spontaneamente i pensieri, le emozioni e i comportamenti con curiosità e benevolenza. Alcuni di questi pensieri e di queste emozioni sono adeguati e appropriati rispetto al momento che si sta vivendo, mentre altri sono vecchi relitti incastrati nella psiche. 

Prendere la giusta distanza 

Significa distaccarsi da pensieri ed emozioni e osservarli allo scopo di coglierli per quello che sono: solo pensieri, mere emozioni. L’osservazione distaccata delle proprie esperienze mentali impedisce di perdere il controllo su di sé (Humphrey, Ashforth, & Diefendorff, 2015).  

Seguire i propri valori 

Riconoscere, accettare e prendere le distanze da tutti i contenuti emozionali, inclusi quelli più dolorosi, oppure distruttivi, offre la possibilità di impegnarsi nell’acquisizione di una “visione futura” che integri il pensiero e le emozioni con i propri valori e con le aspirazioni a lungo termine. 

Identificare i valori che sono veramente propri e agire in base ad essi è il passo decisivo per innescare l’agilità emotiva. 

Identificare ciò che è importante per sè stessi e agire di conseguenza non è sempre facile.  

Le azioni e le scelte di altre persone influenzano ben più di quanto si è disposti a riconoscere, a tutti i livelli, tramite quell’affascinante fenomeno che è chiamato contagio sociale

Andare avanti 

Tradizionalmente, l’auto-aiuto tende a considerare il cambiamento in termini di obiettivi ambiziosi e di trasformazione totale, ma i dati della ricerca, in verità, corroborano un punto di vista diametralmente opposto: i piccoli obiettivi se associati ai propri valori possono fare una grande differenza nella vita. Ciò è particolarmente vero quando si modificano piccoli aspetti, ordinari e ripetitivi, della propria vita, anche emozionale (Fisher & Ashkanasy, 2000). 

Andare avanti significa allora procedere a piccoli passi nel processo di rafforzamento dell’agilità emotiva, per continuare a crescere, a conoscersi meglio e a rapportarsi in maniera più autentica con il prossimo. 

Il grafico di seguito illustra le quattro tappe che favoriscono lo sviluppo dell’agilità emotiva (Grandey & Gabriel, 2015). 

Regolazione delle emozioni

Gli individui rispondono all’inadeguatezza delle reazioni emotive adottando strategie in grado di modificare o regolare le risposte emotive, in modo che possano raggiungere i propri obiettivi. La regolazione delle emozioni si riferisce “al processo mediante il quale gli individui influenzano le proprie emozioni in relazione al momento in cui provarle e al modo in cui viverle ed esprimerle” (Gross, 2002), in altre parole, i processi attraverso i quali gli individui regolano i propri stati emotivi per far corrispondere l’esperienza emotiva e la sua manifestazione esterna alle situazioni sociali e alle specifiche norme culturali del contesto.

Le principali strategie di regolazione emotiva

Diverse sono le strategie adottate per la regolazione emotiva, tra le principali si distinguono:

  • Reappraisal: tale concetto nasce con Lazarus negli anni ‘60, nell’ambito di ricerca su stress e coping. Lazarus (1966) sostiene il ruolo di mediatore cognitivo del processo di valutazione che media fra lo stimolo stressante (stressor) e l’effetto esercitato sull’individuo o, in altri termini, fra le domande dell’ambiente e gli interessi dell’individuo. Con il termine reappraisal si intende “una modifica del significato attribuito ad un evento emotivo alla luce di informazioni o di considerazioni acquisite o formulate prima, durante o dopo il suo accadere” (Gross, 2002).
  • Distacco: conduce ad una percezione degli eventi come non riguardanti direttamente se stessi. Può manifestarsi in un appiattimento delle sensazioni provate (numbness) e in un senso di derealizzazione. L’esempio tipico è rappresentato dalla macchina che sbanda oppure da un evento traumatico come la morte di una persona cara: la sensazione è quella che l’evento stia capitando a qualcun altro. (Smith & Cutrer, 2011).
  • Soppressione espressiva: sia essa relativa alla risposta emozionale che alla comunicazione verbale della stessa. Si tratta di un’inibizione conscia del comportamento espressivo-emozionale in corso ed è una modalità di regolazione focalizzata sulla risposta (Gross, 2002).

Emozioni al lavoro 

Le emozioni rappresentano una componente cruciale di ogni tessuto organizzativo: le organizzazioni possono, infatti, essere considerate alla stregua di arene emozionali, in cui le emozioni “non sono una semplice appendice dell’esperienza lavorativa, ma una dimensione cruciale per la definizione degli ambienti di lavoro e la negoziazione di attività” (Humphrey, Ashforth & Diefendorff, 2015). 

Emozioni che motivano 

Le emozioni possono costituire un grande sistema motivante. Un esempio è rappresentato dall’impegno affettivo verso l’organizzazione inteso come “il grado di attaccamento e coinvolgimento emotivo all’azienda di appartenenza” (Ashkanasy & Fisher, 2000). 

benefici di questo attaccamento affettivo all’azienda comportano: 

  • maggiore soddisfazione lavorativa;
  • minor turnover;
  • maggiore impegno verso il cambiamento; 
  • minor livello di distress;
  • maggior altruismo. 

References  

David, S. (2016). Emotional agility: Get unstuck, embrace change, and thrive in work and life. Penguin. 

Diefendorff, J. M., Grandey, A. A., & Rupp, D. E. (2013). Emotional Labor in the 21st Century Diverse Perspectives on Emotion Regulation at Work. UK: Routledge.

Ekman, P. (2008). Te lo leggo in faccia. Riconoscere le emozioni anche quando sono nascoste. Editore Amrita, collana Scienza e Compassione.

Fisher, C. D., & Ashkanasy, N. M. (2000). The emerging role of emotions in work life: An introduction. 

Grandey, A. A., & Gabriel, A. S. (2015). Emotional labor at a crossroads: Where do we go from here?

Gross, J. J. (2002). Emotion regulation: Affective, cognitive, and social consequences. Psychophysiology, 39(3), 281-291.

Humphrey, R. H., Ashforth, B. E., & Diefendorff, J. M. (2015). The bright side of emotional labor. Journal of Organizational Behavior, 36(6), 749-769. 

Lazarus, R. S., & Opton Jr, E. M. (1966). The study of psychological stress: A summary of theoretical formulations and experimental findings. Anxiety and behavior, 1, 225-262.

Smith, J. H., & Cutrer, F. M. (2011). Numbness matters: a clinical review of trigeminal neuropathy. Cephalalgia, 31(10), 1131-1144.

Izard, C. E., (2010). The Many Meanings/Aspects of Emotion: Definitions, Functions, Activation, and Regulation. Emotion Review Vol. 2, 363–370.

Scheibe, S., Zacher, H., (2013). A lifespan perspective on emotion regulation, stress, and well being in the workplace. The Role of Emotion and Emotion Regulation in Job Stress and Well Being Research in Occupational Stress and Well Being, Volume 11, 163–193.

Tamir, M., (2015). Why Do People Regulate Their Emotions? A Taxonomy of Motives in Emotion Regulation. Personality and social psychology review, 199-222.