GRRR | Grinta Resilienza Recupero
GRRR | Grinta Resilienza Recupero

GRRR | Grinta Resilienza Recupero

Being GRRR: Aumentare l’autoconsapevolezza e sviluppare le proprie capacità 

L’influenza di grinta, resilienza, recupero sul benessere 

Grinta, resilienza e recupero sono alla base del modello di processo GRRR e relazionandosi tra loro sono in grado di innescare processi psicologici quali l’orientamento agli obiettivi, la conservazione del benessere e la gestione delle energie. 

Overview

  • Con il termine Grinta si intende l’insieme di aspetti in un individuo come la passione, la tenacia e la perseveranza, ovvero tutti quegli elementi che fungono da spinta motivazionale, nonché l’orientamento verso l’obiettivo.
  • La Grinta è spesso associata alla Resilienza, cioè la capacità dell’individuo di superare gli ostacoli, di rialzarsi e concretizzare mete e ambizioni.
  • Grinta e Resilienza, fulcro dell’innovativa ed originale strategia GRRR (Grit, Resilience, Recovery), sono alla base della promozione e del Recupero del benessere della persona al lavoro, che vede così appagati propri bisogni ed aspirazioni, entro il contesto lavorativo di appartenenza. 

Le organizzazioni, soggette a periodi di continui cambiamenti, chiedono ai lavoratori di rispondere a numerose richieste lavorative e scadenze imminenti, esponendoli a stress frequente che, se prolungato, può sfociare in esaurimento. La letteratura scientifica conferma che i tre costrutti psicologici, Grinta, Resilienza e Recupero, non sono soltanto utili per raggiungere gli obiettivi dell’organizzazione, ma possono anche prevenire e favorire il recupero della persona al lavoro.  

Grinta: Tra passione e perseveranza 

La scintilla che accende la passione, la tenacia e la perseveranza è chiamata grinta. La grinta è definita da livelli di passione e perseveranza verso gli obiettivi a lungo termine (Duckworth, Quinn & Seligman, 2009), incide favorevolmente sul significato attribuito ai risultati ottenuti e ridefinisce la portata degli sforzi che le persone sono disposte a compiere per concretizzare i propri obiettivi. Le persone grintose non soltanto mostrano maggior impegno nello svolgimento di attività in un dato momento, ma lo fanno con forza permanente nel corso degli anni (Duckworth et al., 2007). Questo costrutto psicologico incoraggia le persone a raggiungere obiettivi professionali a lungo termine, specialmente in presenza di ostacoli e imprevisti.  

Resilienza e capacità di adattamento 

I lavoratori sono altresì chiamati a sviluppare una sana capacità di adattamento, apprendendo a reagire rapidamente ed efficacemente a situazioni difficili. Questa forma di adattamento riuscito nonostante le avversità quotidiane (Rutter, 1985) prende il nome di resilienza. Nella fattispecie, quest’ultima riguarda la capacità di non soccombere ad eventi negativi e di continuare lo sviluppo personale, anche dopo un evento traumatico. Etimologicamente, la resilienza deriva dalla parola latina Resalio, che significa “tornare indietro”.  

Recupero e distacco dal lavoro 

L’ultimo costrutto da considerare è il recupero. Può essere definito come un meccanismo attraverso il quale la tensione diminuisce e il funzionamento dell’individuo ritorna al livello di pre-stress, grazie ai processi di distacco psicologico dal lavoro. 

GRRR: Relazione tra i tre costrutti

In passato grinta, resilienza e recupero sono spesso stati confusi. La resilienza poteva essere ritenuta erroneamente un sinonimo di “resistenza psicologica”. Oggi sappiamo che la cultura della resistenza, ossia di “andare avanti nonostante tutto”, dovrebbe essere sostituita da pratiche basate su strategie di recupero da stress-lavoro correlato che abbracciano il concetto di resilienza. La grinta è spesso associata a uno sforzo breve e intenso quando la definizione originale presenta un costrutto esattamente opposto, si potrebbe definire più simile alla capacità di “correre una maratona” (Littman-Ovadia & Lavy, 2016). Infine, sarebbe opportuno realizzare che gli effetti di adeguati processi di recupero non dovrebbero limitarsi alle attività durante la giornata lavorativa, ma dovrebbero anche essere collegati ai livelli di distacco dal lavoro.  

Secondo un recente studio, la grinta predice lo sviluppo della resilienza, che a sua volta prevede lo sviluppo di strategie di recupero. Le implicazioni pratiche di tale ricerca suggeriscono strategie di intervento per migliorare l’orientamento agli obiettivi attraverso lo sviluppo dei tre costrutti sopracitati.  

GRINTA 
La grinta è 
definita dai livelli 
di passione e 
perseveranza 
verso gli obiettivi 
(Duckworth, 
Quinn, & 
Seligman, 2009) 
Tratto 
psicologico 
Tale inclinazione 
all'orientamento 
all'obiettivo insieme alla 
capacità di regolare il 
proprio capitale 
psicologico permette 
all'individuo grintoso di 
far fronte a situazioni più 
impegnative e difficili 
(Ceschi, 
Sartori, Dickert, & 
Costantini, 2C)16) 
sviluppabile / 
autocosciente 
RESILIENZA 
La resilienza è 
definita come un 
adattamento 
riuscito 
nonostante le 
avversità 
quotidiane 
(Rutter, 1985) 
Strategie 
coping 
di 
Individui resilienti che 
hanno un repertorio 
adeguato di risorse per 
affrontare gli eventi della 
vita e la capacità di 
recuperare dalle sfide 
(Hiebert, 2006) 
sviluppabile / 
autocosciente 
RECUPERO 
Il recupero può 
essere definito 
come un 
meccanismo 
attraverso il quale 
la tensione 
diminuisce e il 
funzionamento 
dell'individuo 
ritorna al livello 
precedente allo 
stress (Sonnentag, 
2001) 
Strategie di 
autocoscienza
Ceschi A, Tommasi F, Costantini A, Malavasi G, Dickert S, Sartori R ( 2021 ) . A “GRRR” Goal Orientation Process-Model: Workplace Long-Term Relationships Among Grit, Resilience and Recovery . Multidisciplinary Perspectives on Grit

Avviandoci alla conclusione, invece di limitarsi a ripetere ai lavoratori di “resistere durante i periodi di stress”, le organizzazioni dovrebbero promuovere un’accettazione condivisa dei limiti della forza lavoro instillando la consapevolezza che i momenti difficili sono esperienze puramente momentanee e che esistono dei modi che si possono apprendere per contrastare la situazione di difficoltà e garantire uno stato di benessere. Tale benessere dei collaboratori non gioverebbe solamente agli stessi, ma si rifletterebbe anche sull’organizzazione. 

References

Ceschi A., Tommasi F., Costantini A., Malavasi G., Dickert S., Sartori R. ( 2021 ). A “GRRR” Goal Orientation Process-Model: Workplace Long-Term Relationships Among Grit, Resilience and RecoveryMultidisciplinary Perspectives on Grit.

Joyce, S., Shand, F., Tighe, J., Laurent, S. J., Bryant, R. A., & Harvey, S. B. (2018). Road to resilience: a systematic review and meta-analysis of resilience training programmes and interventionsBMJ open8(6), e017858. 

Duckworth, A. (2016). Grit: The power of passion and perseverance (Vol. 234): Scribner New York, NY. 

Duckworth, A. L., Quinn, P. D., & Seligman, M. E. (2009). Positive predictors of teacher effectiveness. The Journal of Positive Psychology, 4(6), 540-547.  

Duckworth, A. L., Peterson, C., Matthews, M. D., & Kelly, D. R. (2007). Grit: perseverance and passion for long-term goals. Journal of personality and social psychology, 92(6), 1087.

Littman-Ovadia, H. & Lavy S. (2016) Going the Extra Mile: Perseverance as a Key Character Strength at Work 

Rutter, M. (1985). Resilience in the face of adversity: Protective factors and resistance to psychiatric disorder. The British Journal of Psychiatry, 147(6), 598-611.