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Quattro professionisti in abito da lavoro con mantello e mascherina, in piedi su una scogliera
Professionisti si stringono la mano al termine di un incontro di lavoro
EBM Academy · Aziende ed enti

Catalogo
formazione aziendale

Percorsi per management, team, HR e organizzazioni: decisioni, comunicazione, competenze, inclusione, cambiamento e benessere.

Richiedi il catalogo in PDF Vedi le aree formative
Il catalogo EBMc

Centoventicinque pagine,
disponibili in PDF su richiesta

Tutte le aree, le schede dei percorsi, obiettivi, contenuti, destinatari e modalità.

Scrivete indicando, se possibile, organizzazione, numero indicativo di partecipanti e tema di interesse. Vi invieremo il catalogo e valuteremo insieme quali contenuti possono rispondere alla vostra esigenza.

  • 125Pagine
  • 5Aree formative
  • PDFSu richiesta
Richiedi il catalogo in PDF
Copertina del catalogo EBMc delle proposte formative
La copertina
Le aree di intervento del catalogo formativo EBMc
Le aree di intervento
Pagina di apertura dell’area Development del catalogo EBMc
L’apertura di un’area
Scheda del percorso sulla mappatura delle competenze
Una scheda di percorso
Copertina della scheda sulla valutazione del clima organizzativo
Copertina della scheda
Il costrutto del clima organizzativo con riferimenti bibliografici
Il costrutto e le fonti
Obiettivi e contenuti del percorso sulla valutazione del clima
Obiettivi e contenuti
Destinatari e modalità di erogazione del percorso
Destinatari e modalità
Il punto di partenza

Competenze e mondo del lavoro

Una formazione aziendale ha valore quando aiuta le persone a leggere meglio ciò che accade, scegliere come agire e trasferire quanto appreso nelle attività di ogni giorno.

  • LeggereRiconoscere ciò che accade nel lavoro e nelle relazioni.
  • ScegliereDecidere come agire con criteri espliciti e condivisi.
  • TrasferirePortare quanto appreso nelle attività di ogni giorno.
Un bisogno Un progetto Un cambiamento accompagnare, sviluppare, prevenire obiettivi, casi, modalità, criteri osservabile nel lavoro quotidiano

Ogni percorso nasce da un bisogno preciso e si chiude su un cambiamento osservabile.

Il catalogo descrive le aree sulle quali lavoriamo, ma non le esaurisce. Se l’esigenza non compare in questa pagina, possiamo analizzarla e costruire un percorso dedicato.

Parliamo del vostro bisogno formativo Richiedi il catalogo completo

L’apprendimento è esperienza. Tutto il resto è soltanto informazione.

Albert Einstein
La mappa

Le cinque aree formative

Ogni area può diventare un singolo modulo, un percorso in più incontri o parte di un progetto più ampio di sviluppo organizzativo.

  1. 01 Management e development Decisioni, comunicazione, conflitti, cambiamento, innovazione e gestione dei progetti. Vai all’area →
  2. 02 Team building e sviluppo dei gruppi Esperienze progettate su obiettivi organizzativi, in presenza, online, indoor e outdoor. Vai all’area →
  3. 03 HR, competenze e carriere Selezione, assessment, mappatura delle competenze, employability e sviluppo professionale. Vai all’area →
  4. 04 Inclusione e ciclo di vita lavorativo Genere, disabilità, età e gestione delle differenze. Vai all’area →
  5. 05 Organizzazione del lavoro e benessere Clima, coinvolgimento, lavoro ibrido, rischi psicosociali, recupero e mindfulness. Vai all’area →
Prima area

Management e development

Dodici percorsi su decisioni, comunicazione, conflitti, cambiamento, innovazione e gestione dei progetti. Toccate un titolo per aprire la scheda.

01Competenze manageriali non tecniche — NOTECHS

Le competenze tecniche non bastano quando occorre coordinare persone, interpretare segnali deboli, decidere sotto pressione e mantenere una visione condivisa della situazione. Il percorso sviluppa cooperazione, consapevolezza situazionale, decisione, comunicazione e gestione delle fasi critiche.

Nato dallo studio del fattore umano nei settori ad alta affidabilità, il modello viene adattato a imprese, servizi, sanità, emergenza e organizzazioni nelle quali errori, affaticamento e passaggi informativi possono produrre conseguenze rilevanti.

Quando è utileRuoli di responsabilità, passaggi di funzione, unità operative ad alta interdipendenza, gestione delle urgenze e prevenzione dell’errore.

02Decision making, bias e qualità delle scelte

Decidere significa lavorare con informazioni incomplete, vincoli di tempo, interessi differenti e inevitabili scorciatoie cognitive. Il percorso aiuta a riconoscere bias, euristiche, rumore decisionale ed effetti del modo in cui un problema viene presentato.

I partecipanti applicano procedure di confronto, criteri espliciti e tecniche di debiasing a decisioni reali: selezione, valutazione, priorità, investimenti, progetti e allocazione delle risorse.

Quando è utileScelte poco uniformi tra responsabili, riunioni che non arrivano a una decisione, valutazioni troppo soggettive o processi nei quali non è chiaro come si sia giunti all’esito.

03Assertività e comunicazione professionale

Comunicare in modo assertivo vuol dire esprimere richieste, limiti e disaccordi con chiarezza, senza aggressività né rinuncia. Il percorso lavora su ascolto, domande, messaggi difficili, feedback, gestione delle obiezioni e coerenza tra contenuto, tono e comportamento.

Le esercitazioni partono da conversazioni reali: ridefinire una priorità, segnalare un problema, dare un riscontro, negoziare una scadenza o dire no senza interrompere la relazione.

Quando è utileComunicazioni ambigue, evitamento delle conversazioni difficili, tensioni tra funzioni, feedback inefficaci e difficoltà nel definire confini e responsabilità.

04Gestione dei conflitti

Non tutti i conflitti hanno la stessa origine. Alcuni riguardano compiti, priorità o risorse; altri coinvolgono relazioni, identità e percezioni di correttezza. Il percorso insegna a distinguere i diversi piani, riconoscere l’escalation e scegliere modalità di intervento proporzionate.

Si lavora su prevenzione, de-escalation, negoziazione, responsabilità reciproche, trasparenza dei criteri e costruzione di accordi verificabili.

Quando è utileConflitti ricorrenti, silenzi prolungati, alleanze contrapposte, riunioni improduttive o collaborazione fragile tra ruoli e reparti.

05Agilità emotiva nel lavoro

Le emozioni influenzano attenzione, memoria, comunicazione e decisioni. Ignorarle non le elimina; trattarle come istruzioni da seguire automaticamente espone ad altri errori.

Il percorso sviluppa la capacità di riconoscere ciò che si prova, comprenderne la funzione e scegliere una risposta coerente con obiettivi e responsabilità. Vengono affrontati regolazione emotiva, lavoro emotivo, eventi attivanti, pressione relazionale e rischio di positività forzata.

Quando è utileRuoli ad alta esposizione relazionale, gestione di reclami o crisi, conversazioni ad alta intensità, stanchezza emotiva e difficoltà nel mantenere lucidità sotto pressione.

06Problem solving e pensiero critico

Molti tentativi falliscono perché si passa alla soluzione prima di aver definito il problema. Il percorso guida nell’analisi delle cause, nella formulazione di obiettivi osservabili, nella generazione di alternative e nella verifica delle conseguenze attese e inattese.

Casi aziendali, mappe e tecniche di confronto aiutano a separare fatti, interpretazioni e ipotesi, limitando il conformismo e le soluzioni premature.

Quando è utileProblemi che si ripresentano, decisioni prese per urgenza, riunioni dispersive, difficoltà nel valutare alternative o progetti bloccati da diagnosi incomplete.

07Project e strategic management

Il percorso collega direzione strategica e gestione operativa: obiettivi, priorità, ruoli, dipendenze, tempi, rischi, avanzamento e criteri di successo. In base alle esigenze integra approcci predittivi, pratiche agili, Scrum e strumenti di coordinamento tra funzioni.

I partecipanti lavorano su casi, piani di progetto e decisioni di avanzamento, con attenzione alla qualità delle comunicazioni e alla gestione degli scostamenti.

Quando è utileProgetti trasversali, PMO, trasformazioni organizzative, innovazione di processo, ritardi ricorrenti o responsabilità poco definite.

08Innovation management e adozione dell’intelligenza artificiale

Innovare non coincide con produrre idee: richiede criteri per selezionarle, sperimentarle, apprendere dai risultati e accompagnarne l’adozione. Il percorso affronta innovazione aperta, collaborazione tra funzioni, resistenze, apprendimento organizzativo e uso responsabile dell’intelligenza artificiale.

L’obiettivo è distinguere una novità utile da una tendenza passeggera, valutando impatto su processi, competenze, ruoli e qualità del lavoro.

Quando è utileIntroduzione di nuove tecnologie, revisione dei processi, laboratori di innovazione, progetti pilota e ridefinizione delle competenze.

09Gestire il cambiamento e le resistenze

La resistenza non è sempre un ostacolo irrazionale: può segnalare perdite percepite, incoerenze, mancanza di informazioni, sovraccarico o esperienze precedenti non elaborate.

Il percorso aiuta a leggere le reazioni al cambiamento, coinvolgere gli interlocutori, rendere comprensibili le decisioni e costruire passaggi sostenibili. Si lavora su mappa degli interlocutori, comunicazione, partecipazione, sperimentazione, monitoraggio e correzione del percorso.

Quando è utileRiorganizzazioni, fusioni, nuove tecnologie, cambi di ruolo, processi digitali o iniziative che incontrano adesione solo formale.

10Workplace nudging: progettare scelte etiche

Piccole caratteristiche dell’ambiente influenzano i comportamenti: impostazioni predefinite, ordine delle informazioni, promemoria, tempi e modalità di richiesta. Il workplace nudging utilizza queste conoscenze per facilitare comportamenti desiderati senza imporli né nascondere le alternative.

Il percorso insegna a progettare e valutare interventi trasparenti, rispettosi dell’autonomia e coerenti con gli obiettivi dichiarati.

Quando è utileSicurezza, adozione di procedure, partecipazione, comunicazione interna, sostenibilità e benessere, purché il nudge non sostituisca interventi strutturali necessari.

11Autostima professionale e autoefficacia

L’autoefficacia riguarda la fiducia nella propria capacità di affrontare un compito; l’autostima coinvolge il modo in cui la persona valuta sé stessa. Il percorso chiarisce la differenza e lavora su esperienze di padronanza, feedback, obiettivi progressivi, attribuzioni e apprendimento dagli errori.

Non è un invito alla motivazione generica: le attività sono collegate a comportamenti professionali e situazioni osservabili.

Quando è utileNuovi ruoli, rientri, sviluppo professionale, esposizione a compiti sfidanti, difficoltà nel riconoscere e utilizzare le proprie risorse.

12Prevenire pratiche manageriali disfunzionali

Comunicazione manipolativa, ambiguità intenzionale, svalutazione, abuso di potere e comportamenti controproducenti danneggiano persone e organizzazioni. Il percorso aiuta a riconoscere segnali, fattori che li favoriscono e responsabilità dei diversi ruoli, senza trasformare la formazione in diagnosi delle persone.

Si lavora su regole, tracciabilità delle decisioni, canali di segnalazione, gestione degli episodi e tutela della dignità lavorativa.

Quando è utileDeterioramento delle relazioni, timore di parlare, segnalazioni ripetute, turnover in singole unità o normalizzazione di comportamenti lesivi.

Un gruppo di lavoro guida una barca di carta trainando altre imbarcazioni
Seconda area

Team building e sviluppo dei gruppi

Un team building ha valore se cambia qualcosa nel modo di lavorare insieme. Collaborazione, fiducia, comunicazione, decisioni e gestione dei conflitti richiedono attività progettate su obiettivi precisi.

Con HR e committenza definiamo risultati attesi e criteri di osservazione. Briefing e debriefing collegano l’esperienza al lavoro quotidiano; quando utile, verifichiamo il cambiamento prima e dopo l’intervento.

Scopri il team building
Terza area

HR, competenze e carriere

Selezione, assessment, mappatura delle competenze, employability e sviluppo professionale.

01Employability e competenze per il futuro

Riguarda la possibilità di mantenere, ritrovare o trasformare il proprio ruolo nel tempo. Il percorso aiuta a leggere evoluzione dei lavori, divari di competenze, corrispondenza tra persona e ruolo e scelte di aggiornamento professionale.

Quando è utileWorkforce planning, reskilling, mobilità interna, riorganizzazioni e percorsi per persone il cui ruolo sta cambiando.

02Mappatura delle competenze

Definire quali comportamenti, conoscenze e capacità servono nei diversi ruoli e rilevare la distanza rispetto alla situazione attuale.

EBMc accompagna la costruzione del modello, la rilevazione e la restituzione, collegando i risultati a sviluppo, selezione e mobilità.

Quando è utileRuoli non aggiornati, criteri HR poco uniformi, piani formativi generici, successioni o introduzione di nuovi processi.

03Selezione e assessment

Analisi del lavoro, profilo di ruolo, colloquio strutturato, prove, strumenti psicometrici e Assessment o Development Center. Particolare attenzione a validità, attendibilità, equità e riduzione dei bias.

Quando è utileProfessionalizzare i selezionatori, uniformare i criteri, progettare processi interni o verificare la qualità degli strumenti utilizzati.

04Sviluppo professionale e carriera individuale

Una carriera non coincide soltanto con la progressione gerarchica. Il percorso aiuta a ricostruire esperienze, competenze, interessi, valori e vincoli; quindi a definire obiettivi e azioni compatibili con la fase professionale.

Quando è utileOrientamento, passaggi di ruolo, rientri, sviluppo dei talenti, ridefinizione professionale e accompagnamento di persone ad alto potenziale.

05Career management e sviluppo organizzativo

La prospettiva si sposta dalla singola persona all’architettura aziendale delle carriere: percorsi professionali, mobilità interna, successione, criteri di avanzamento, sostegno organizzativo e sostenibilità dell’occupabilità.

Quando è utileTrattenere competenze, rendere leggibili le possibilità di crescita, preparare successioni e ridurre la dipendenza da percorsi verticali.

06Job crafting

Aiuta le persone a modificare in modo responsabile compiti, relazioni, risorse e modo di interpretare il ruolo. Il percorso parte dal Job Demands–Resources Model e conduce a un piano personale compatibile con obiettivi e responsabilità aziendali.

Quando è utileRuoli maturi, cambiamenti di attività, bisogno di maggiore corrispondenza tra persona e lavoro, prevenzione del disimpegno.

Quarta area

Inclusione e ciclo di vita lavorativo

Genere, disabilità, età e gestione delle differenze, lette come questioni organizzative prima che individuali.

01Diversity management e pratiche inclusive

Esaminare regole, decisioni e relazioni che possono favorire oppure limitare la partecipazione. Il percorso affronta stereotipi, bias, minaccia dello stereotipo, comunicazione, processi HR e responsabilità organizzative.

Quando è utilePolitiche DEI, revisione di selezione e sviluppo, gruppi internazionali, prevenzione delle discriminazioni e preparazione di figure di riferimento.

02Gender diversity management

Analizza ostacoli formali e informali nelle carriere, accesso alle opportunità, valutazioni, linguaggio, conciliazione e distribuzione delle responsabilità. Può accompagnare mentoring e revisione dei processi.

Quando è utileSquilibri nelle progressioni, divari tra funzioni, rientro dopo assenze prolungate, programmi di sviluppo e revisione delle pratiche HR.

03Disability management

Integra esigenze della persona, requisiti del lavoro e responsabilità aziendali: accomodamenti ragionevoli, accessibilità, mantenimento al lavoro, rientro dopo malattia o infortunio, comunicazione e coordinamento tra le figure coinvolte.

Quando è utileInserimenti, job retention, rientri, gestione di patologie di lunga durata e sviluppo del ruolo di Disability Manager.

04Age management e collaborazione tra generazioni

Età diverse portano esperienze e bisogni differenti, ma gli stereotipi generazionali semplificano eccessivamente le persone. Si lavora su trasferimento delle conoscenze, aggiornamento, cooperazione e transizioni di carriera.

Quando è utileRicambio generazionale, uscita di persone esperte, adozione tecnologica, gruppi multigenerazionali e politiche per l’invecchiamento attivo.

Quinta area

Organizzazione del lavoro,
coinvolgimento e benessere

Clima, coinvolgimento, lavoro ibrido, rischi psicosociali, recupero e mindfulness.

01Valutazione del clima organizzativo

Il clima raccoglie le percezioni condivise su pratiche, relazioni, equità, comunicazione e funzionamento aziendale. EBMc affianca nella definizione delle domande, nella scelta degli strumenti, nell’analisi e nella restituzione.

La rilevazione non si conclude con un report: i risultati diventano priorità, responsabilità e azioni monitorabili.

Quando è utileCambiamenti, segnali di malessere, differenze tra unità, turnover, fusione di gruppi o necessità di una base informativa prima di intervenire.

02Work engagement — coinvolgimento lavorativo

Comprende vigore, dedizione e assorbimento nel lavoro. Il percorso utilizza il Job Demands–Resources Model per leggere il rapporto tra richieste, risorse, autonomia, sostegno, feedback e possibilità di apprendere.

L’obiettivo non è chiedere di impegnarsi di più, ma individuare condizioni che sostengano energia e partecipazione senza alimentare sovraccarico.

Quando è utileCalo di iniziativa, fatica diffusa, cambiamenti, difficoltà di retention o scarsa percezione di significato e riconoscimento.

03Smart working, lavoro da remoto e gruppi ibridi

Lavoro agile, lavoro da remoto e flessibilità non sono sinonimi. Il percorso chiarisce modelli e implicazioni, poi affronta obiettivi, fiducia, coordinamento, valutazione, inclusione, diritto alla disconnessione e confini tra tempi professionali e personali.

Quando è utileRevisione degli accordi, difficoltà di coordinamento, eccesso di riunioni, isolamento, trattamento diseguale tra ruoli remotizzabili e non.

04Prevenzione e gestione dei rischi psicosociali

Stress lavoro-correlato, sovraccarico, ambiguità di ruolo, richieste emotive, conflitti e mancanza di sostegno richiedono una lettura organizzativa.

Il percorso aiuta a riconoscere fattori di rischio e protezione e a definire interventi sui diversi livelli. Affianca, senza sostituirla, la valutazione prevista dalla normativa.

Quando è utilePiani di prevenzione, riorganizzazioni, assenteismo, segnali di burnout, eventi critici o formazione di management e figure della sicurezza.

05Mindfulness applicata al lavoro

Allena attenzione e consapevolezza dell’esperienza presente: pratiche guidate, body scan, lavoro su automatismi, regolazione emotiva e brevi esercizi nella giornata professionale.

Viene proposta con obiettivi realistici: sostiene benessere e gestione dello stress, ma non corregge carichi, ruoli o processi inadeguati.

Quando è utileLavori ad alta richiesta attentiva o emotiva, programmi di benessere, prevenzione dello stress e sviluppo della capacità di recuperare attenzione.

06GRRR — Grit, Resilience, Recovery

Perseveranza, resilienza e recupero non sono inviti a sopportare qualunque condizione.

Il percorso distingue la capacità di mantenere l’impegno, adattarsi agli imprevisti e interrompere l’attivazione per recuperare energie, considerando anche carichi e risorse messi a disposizione dall’organizzazione.

Quando è utileFasi di pressione prolungata, cambiamento, ruoli esposti a imprevisti, difficoltà di recupero e gruppi che devono ritrovare continuità.

Oltre il catalogo

Progettiamo anche percorsi
su esigenze non presenti qui

Alcuni bisogni attraversano più aree e richiedono un progetto dedicato. EBMc può costruire interventi, tra gli altri, su:

  • onboarding, chiarezza di ruolo e responsabilità
  • cultura del feedback e conversazioni di sviluppo
  • sicurezza psicologica, speaking up e gestione dell’errore
  • retention, turnover, boreout e qualità dell’esperienza lavorativa
  • uso etico dell’intelligenza artificiale nelle decisioni che riguardano le persone
  • rientro al lavoro, eventi critici, lutto e transizioni professionali
  • competenze relazionali nei servizi alla persona, nella sanità e nella relazione con clienti e utenti
  • cultura della sicurezza e fattore umano
  • strumenti EBMc appresi attraverso l’uso e integrabili nella pratica quotidiana

Non trovate il tema che state cercando? Scriveteci quale situazione volete affrontare.

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Modalità di realizzazione

Dove e come si svolgono

  • In azienda o in sede esterna
  • Online in modalità sincrona
  • Formula blended
  • Forma laboratoriale
  • Indoor, outdoor o ibrida
  • Edizioni coordinate

Durata, numero di partecipanti e composizione dei gruppi vengono definiti dopo l’analisi della domanda.

Risorse

Formazione finanziata

Molti percorsi possono essere realizzati attraverso fondi interprofessionali, avvisi e altre misure di finanziamento.

EBMc verifica con l’azienda la compatibilità del progetto, supporta la definizione dei fabbisogni e, quando l’iter richiede soggetti accreditati, coordina il lavoro con i partner abilitati.

Scopri la formazione finanziata EBMc
Parliamone

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e un primo confronto

Indicate, se possibile, organizzazione, numero indicativo di partecipanti e tema di interesse: vi invieremo il catalogo completo in PDF e valuteremo insieme quali contenuti possono rispondere alla vostra esigenza.

  • info@ebmconsultancy.it
  • +39 349 2986 750
  • www.ebmconsultancy.it
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EBMC – Evidence Based Management Consultancy

Via Colle Masua 26
37024 Negrar di Valpolicella (VR)

C.F. 93308790232

P. IVA 05040870239

PEC: ebmc@pecaruba.it

Training Academy – Marija Gostimir Psicologa del Lavoro e delle Organizzazioni

P. IVA 04812610238

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Contatto comune

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