Lo psicologo in azienda — anteprima
Psicologa del lavoro in colloquio con un dipendente in un ufficio aziendale: lo sportello di ascolto psicologico in azienda di EBMc
EBMc · Spazi di ascolto

Lo psicologo in azienda

Uno spazio di ascolto per chi lavora, un supporto per chi coordina, una lettura dei dati per l’organizzazione.

  • Colloqui riservati
  • Supporto a manager e HR
  • Report su dati aggregati
In tre righe

Che cosa è questo servizio

Che cosa offriamo

Colloqui riservati per chi lavora, consulenza a responsabili e HR, restituzione all’azienda su soli dati aggregati.

Un servizio, tre livelli

Come lavoriamo

Partiamo dai dati che hai già: turnover, assenze, exit interview, clima. Poi apriamo il servizio e ne verifichiamo gli effetti.

Cinque passi, nessun pacchetto

Che cosa ottieni

Un intervento sul problema reale, indicatori concordati prima di partire e un report che distingue le persone dal lavoro.

Riservatezza garantita, sempre

Il 94% dei problemi appartiene al sistema, non alle persone.

W. Edwards Deming Statistico, padre del miglioramento continuo della qualità
Il punto di partenza

I numeri arrivano dopo.
I segnali, molto prima.

Dimissioni, assenze e conflitti aperti si misurano. Ciò che accade nelle settimane prima, molto meno.

01

Chi comincia a ritirarsi senza assentarsi.

02

Il responsabile che rimanda una conversazione necessaria.

03

Il gruppo in cui il confronto si è impoverito.

04

Chi fa ciò che deve, ma ha smesso di investire energie.

05

Chi regge un carico eccessivo, senza più recuperare.

06

Chi ha un ruolo povero di autonomia e significato.

Interveniamo anche qui: quando i segnali ci sono già, ma c’è ancora tempo per capirli.

Il costo di ciò che non si vede

Alcuni numeri su cui riflettere

Quanto pesa, in percentuale, ciò che accade alle persone al lavoro.

Lavoratori europei con stress, depressione o ansia legati al lavoro29%
EU-OSHA, 2025
Dipendenti italiani che dichiarano sensazioni di burnout31,8%
Censis, 2025
Fra i più giovani, la stessa percentuale sale a47,7%
Censis, 2025
Produttività persa per presenteismo: presenti al lavoro, ma non davvero36%
OCSE, 2026
Livello di engagement in Italia, il più basso d’Europa5%
Gallup, 2025
44,7–103,1miliardi di euro

Costo europeo della depressione attribuibile ai rischi psicosociali sul lavoro.

EU-OSHA
313miliardi l’anno

Impatto stimato sul PIL dei Paesi UE fra il 2025 e il 2050: meno 1,7% ogni anno.

OCSE, 2026
88,5miliardi in Italia

Costo del burnout fra assenteismo (16,7) e produttività persa (71).

Censis, 2025
Gruppo di lavoro in cerchio con una psicologa del lavoro in un ufficio open space, durante un intervento di ascolto organizzativo
Il modo in cui lavoriamo

Da dove nasce una richiesta

Quasi sempre da un sintomo preciso: dimissioni che aumentano, un responsabile in difficoltà, tensioni che si ripetono.

  • Che cosa dicono i dati che hai già.
  • Che cosa emerge dall’ascolto delle persone.
  • Dove ha senso intervenire davvero.
Il tuo punto di ingresso

Da quale sintomo partiresti?

Tocca il sintomo che riconosci: che cosa guardiamo, che cosa facciamo, che cosa cambia.

Che cosa guardiamo

Prima delle dimissioni

Turnover per reparto, exit interview, richieste di trasferimento, assenze brevi. La lettera è l’ultimo atto.

Che cosa facciamo

Ascolto nei reparti

Apriamo i colloqui dove il fenomeno si concentra e verifichiamo se riguarda le persone o il lavoro.

Che cosa cambia

I segnali arrivano prima

Temi ricorrenti e indicatori da osservare: il prossimo problema si vede mentre nasce.

Che cosa guardiamo

Dove ci si blocca

Quali situazioni mettono più spesso in difficoltà responsabili e HR, e con quale frequenza tornano.

Che cosa facciamo

Consulenza sul caso

Come affrontare la situazione, che cosa dire, quali errori evitare e quando coinvolgere altri.

Che cosa cambia

Più chiarezza nel ruolo

Chi coordina sa che cosa gestire da sé: meno decisioni improvvisate.

Che cosa guardiamo

La storia del conflitto

Da quanto dura, chi è coinvolto e quali condizioni organizzative lo alimentano.

Che cosa facciamo

Colloqui e confronto guidato

Prima singolarmente, poi — se ci sono le condizioni — un confronto strutturato.

Che cosa cambia

Si torna a lavorare insieme

Un accordo praticabile e la rimozione di ciò che rendeva il conflitto inevitabile.

Che cosa guardiamo

Che cosa succede al ritorno

Malattia lunga, maternità, lutto, caregiving: come viene preparato il rientro.

Che cosa facciamo

Un percorso, non un giorno

Colloqui prima e dopo, indicazioni al responsabile su carichi e tempi.

Che cosa cambia

Un rientro sostenibile

Meno assenze nelle settimane successive e un protocollo replicabile.

Che cosa guardiamo

I cambiamenti percepiti

Fusioni, nuove tecnologie, lavoro ibrido: dove si concentra l’incertezza.

Che cosa facciamo

Accompagnamento in itinere

Ascolto aperto per tutta la durata del cambiamento e supporto a chi comunica.

Che cosa cambia

Il cambiamento arriva

Le riorganizzazioni falliscono per mancanza di metodo, non per il progetto.

Il modello

Non è solo uno sportello

Uno sportello isolato intercetta solo una parte di ciò che accade. Noi lavoriamo su tre livelli che dialogano senza sovrapporsi.

I

La persona

Uno spazio volontario e riservato per stress, conflitti, sovraccarico, cambiamenti, lutti, cura, rientri. Non serve aspettare che peggiori.

II

Chi coordina

Manager e HR si confrontano con lo psicologo sulle situazioni che richiedono competenze ulteriori rispetto al ruolo.

III

L’organizzazione

Quando lo stesso tema torna con persone diverse, il punto è perché continua a presentarsi. Restituiamo solo fenomeni aggregati.

Riservatezza

Riservato per le persone, utile per te

Senza la certezza della riservatezza, uno sportello può esistere e non essere usato da nessuno.

Che cosa resta nel colloquio

Tutto il contenuto. Lo psicologo è vincolato al segreto professionale e chiarisce fin dall’inizio finalità, modalità e limiti della riservatezza.

Che cosa ricevi tu

Solo informazioni aggregate e non riconoscibili, definite a monte. Se i numeri sono troppo piccoli, il dato non viene riportato.

I colloquiRiservatezzaSolo dati aggregati

Passo per passo

Dal primo incontro al primo report

Cinque passaggi. Il primo non introduce nulla di nuovo: legge ciò che hai già.

  1. Passo 01

    Partiamo dai tuoi dati

    Prima di introdurre strumenti nuovi, leggiamo quelli che ci sono già.

    • Turnover per reparto e ruolo.
    • Assenze brevi ed exit interview.
    • Clima e rischio stress lavoro-correlato.
  2. Passo 02

    Definiamo il protocollo

    Come funziona il servizio, scritto prima di aprirlo.

    • Chi accede, come prenota, quanti incontri.
    • Urgenze e invii ai servizi esterni.
    • Rapporti con HR e GDPR.
  3. Passo 03

    Presentiamo il servizio

    Le persone devono sapere che cosa accade a ciò che dicono.

    • Incontri per sedi e turni.
    • Accesso, riservatezza, limiti.
    • Prenotazione fuori dalla linea gerarchica.
  4. Passo 04

    Apriamo e affianchiamo

    Due livelli paralleli: le persone e chi le coordina. L’accesso è volontario.

    • Colloqui in presenza, online o misti.
    • Consulenza a responsabili e HR.
    • Raccordo con il medico competente.
  5. Passo 05

    Leggiamo e restituiamo

    Il report non descrive soltanto: dice dove intervenire.

    • Solo dati aggregati e non riconoscibili.
    • Temi ricorrenti e andamento.
    • Indicatori da monitorare.
Formazione finanziata

Una parte può essere finanziata

I Fondi paritetici interprofessionali finanziano la formazione con il contributo dello 0,30% già versato all’INPS.

Che cosa rientra

Conflitti, comunicazione, competenze manageriali, rischi psicosociali, cambiamento, rientri.

Di che cosa ci occupiamo

Dell’intera procedura: Fondo, avviso, progettazione, calendario e documentazione.

Che cosa resta fuori

I colloqui individuali non sono finanziabili: teniamo separato ciò che rientra nel piano.

Domande frequenti

Le domande che ci fanno sempre

Riservatezza, avvio, ore, finanziabilità: sono le quattro cose che ci chiedono prima di ogni progetto.

L’azienda può sapere che cosa viene detto nei colloqui?

No. Il contenuto del colloquio non viene restituito all’azienda: lo psicologo è vincolato al segreto professionale. L’azienda riceve solo informazioni aggregate definite a monte e, quando i numeri sono troppo piccoli per garantire la non riconoscibilità, quel dato non viene riportato.

Sostituisce la valutazione dello stress lavoro-correlato?

No, e non sostituisce nemmeno medico competente e RSPP. Dialoga però con il sistema di prevenzione aziendale, così da evitare due percorsi paralleli che non comunicano mai.

Quante ore servono per iniziare?

Si parte in modo graduale: poche ore al mese e un periodo pilota, in presenza o online. La frequenza viene poi calibrata su numero di lavoratori, turni, sedi e bisogni emersi.

Il progetto può essere finanziato?

La parte formativa sì, attraverso i Fondi paritetici interprofessionali alimentati dal contributo dello 0,30% della retribuzione. I colloqui individuali no: teniamo separato ciò che rientra nel piano formativo da ciò che l’azienda sostiene direttamente.

Serve solo se c’è già un problema?

No. Può essere inserito stabilmente oppure attivato in momenti di cambiamento. Quando non c’è ancora un’emergenza è spesso il momento migliore per costruirlo bene.

Il primo passo

Parliamo del progetto

Scrivici che cosa stai osservando, anche in poche righe: ti proponiamo un primo incontro di un’ora, senza impegno.

Nel modulo descrivi l’esigenza aziendale, senza diagnosi, referti o nominativi di dipendenti. Informativa privacy.

Fonti dei dati citati

Apri l’elenco delle fonti
  1. EU-OSHA. Il 29% dei lavoratori UE soffre di stress, depressione o ansia legati al lavoro. osha.europa.eu
  2. EU-OSHA, OSHwiki. Mental health at work. oshwiki.osha.europa.eu
  3. OCSE (2026). The Economic Case for Preventing Mental Ill Health. oecd.org
  4. Gallup. State of the Global Workplace, 2025 (engagement in Italia).
  5. Unobravo, Burnout Report, ed elaborazioni Censis 2025.
  6. INAIL (2025). Metodologia per la valutazione e gestione del rischio stress lavoro-correlato. inail.it
  7. CNOP. Codice Deontologico degli Psicologi Italiani. psy.it